Via dal Campo

«Quanto sono buoni questi pomodori?! Dolcissimi.»

«Pensa che ho speso 1 euro per una vaschetta… erano scontati.»

Mi trovavo sotto casa e come tutti i giorni scrutavo la curva dove sarebbe comparsa la macchina bianca del Kapo. C’è stato un giorno in cui non venne, non disperai.

Quando il Kapo mi portava nel campo rimaneva un paio d’ore a guardare.

Di solito tutti lavoravamo con lo stesso ritmo, ognuno sulla propria fila, passo dopo passo, metro dopo metro. Quando però arrivava un ragazzo nuovo dovevamo fargli capire che non era una gara a chi raccoglieva di più, non tutti sanno come funziona nel campo…

Non si poteva parlare in presenza del Kapo. Il primo obiettivo era attirare l’attenzione del nuovo, con un colpo di tosse, un fischio…Dovevamo fargli capire con un gesto o un’espressione che doveva assolutamente rallentare. Appena il Kapo si allontanava, andavamo tutti dal nuovo arrivato per spiegargli che si lavorava tutti alla stessa velocità, senza discussioni. A mezzogiorno facevamo una pausa all’ombra, un sorso d’acqua, della frutta e poi di nuovo a raccogliere.

La sera le mani rimanevano piegate dal dolore e i piedi si gonfiavano così tanto che non entravano più nelle scarpe. Il Kapo ci dava 20 Euro e tutti i giorni ci riportava sotto casa.

Una volta venne un ragazzo molto giovane nel campo, si vedeva subito che non avrebbe sopportato questo tipo di lavoro. Non c’era bisogno di convincerlo a raccogliere più lentamente. Dopo un’ora il Kapo si avvicinò e gli sbraitò contro parole incomprensibili. Il ragazzo lo guardò, senza dire nulla, si voltò e se ne andò. In quel momento tutti guardammo quel ragazzo e pensammo che anche noi avremmo voluto, almeno un po’, andar via dal campo.

Mi avevano promesso che il primo di Agosto avrei ottenuto un contratto regolare e aspettavo con ansia quel giorno. Arrivò il primo di Agosto, mi svegliai presto e alle sei meno un quarto ero già sotto casa. Come tutti i giorni scrutavo la curva dove sarebbe comparsa la macchina bianca del Kapo, ma quella mattina non arrivò e nemmeno il giorno dopo.

Di Luca Speranzini

Un pensiero su “Via dal Campo

  1. Triste realtà raccontata semplicemente ma bene con questa breve storia. Mi chiedo perché siamo sempre tutti troppo impegnati per ribellarci all’accettazione di queste realtà di sfruttamento e emarginazione.

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