Allarme Verde: La Sesta Estinzione in atto.

Secondo un recente studio del Wwf, negli ultimi 40 anni l’uomo ha eliminato il 60% delle altre specie viventi. Si tratta della più grande crisi delle biodiversità da quando esistiamo: perdiamo tremila specie ogni anno, tre ogni ora, con un tasso di estinzione cento volte più elevato del normale, secondo Science Advance.

Facciamo chiarezza:

con biodiversità si intende tradizionalmente: la varietà di tutte le forme di vita presenti sulla Terra. Essa comprende il numero di specie, le loro variazioni genetiche e l’interazione di queste forme viventi all’interno di ecosistemi complessi.
In una relazione ONU pubblicata nel 2019, gli scienziati hanno lanciato l’allarme di estinzione per un milione di specie (su un totale stimato di 8 milioni), molte delle quali rischiano di scomparire nel giro di pochi decenni.

La nostra presenza e le nostre azioni e attività, hanno alterato il sistema biologico in modo evidente. Più di un terzo della superficie terrestre del mondo e quasi il 75% delle risorse di acqua dolce oggi sono impiegate per la produzione di colture o di bestiame. Tre quarti dell’ambiente terrestre e circa il 66% degli oceani sono stati alterati in modo significativo.

A questo si aggiunge il cambiamento climatico che ora sta peggiorando l’impatto di numerosi fattori sulla natura e sul nostro benessere.

Alcuni ricercatori ritengono addirittura che stiamo attraversando la sesta estinzione di massa nella storia del pianeta Terra.

Le precedenti estinzioni di massa hanno eliminato tra il 60 e il 95% di tutte le specie. Servono milioni di anni affinché gli ecosistemi guariscano da eventi di simile portata.

Gli equilibri naturali sono importanti in quanto gli ecosistemi in salute ci forniscono cose essenziali necessarie per la sopravvivenza.

Le piante convertono energia dal sole rendendola disponibile ad altre forme di vita.

I batteri e altri organismi viventi scompongono la materia organica in nutrienti che forniscono alle piante un terreno sano in cui crescere.

Gli impollinatori sono essenziali per la riproduzione delle piante, garantendo a noi la produzione di cibo.

Piante e oceani agiscono come principali pozzi di assorbimento delle emissioni di anidride carbonica.

La biodiversità ci assicura aria pulita, acqua potabile, terreni di buona qualità e l’impollinazione delle coltivazioni.

Poiché gli organismi viventi interagiscono in ecosistemi dinamici, la scomparsa di una specie può avere un impatto di vasta portata sulla catena alimentare.

Non si conosce di preciso quali sarebbero le conseguenze delle estinzioni di massa per gli esseri umani, ma sappiamo che al momento è la varietà della natura a consentirci di vivere e prosperare.

Le cause principali del declino della biodiversità sono:

  • Consumo del suolo- è il principale driver del declino della biodiversità, dovuto al sovra sfruttamento e all’agricoltura. 
    Negli ultimi 50 anni la nostra Impronta Ecologica, ossia il nostro consumo di risorse naturali, è incrementata del 190% con un effetto diretto sul consumo di suolo.
     
  • Sfruttamento diretto – caccia e pesca.
  • Cambiamento climatico- questo porta ad un cambio drastico dei ritmi della natura e può influire direttamente o indirettamente su eventi stagionali modificando migrazioni e riproduzione, facendo sì che questi eventi accadono nel momento sbagliato.
  • Inquinamento– Il modello di sviluppo che abbiamo voluto, perseguito e diffuso, in tutti i paesi del mondo si basa sulla crescita continua dell’utilizzo di risorse naturali e della trasformazioni e devastazione di tutti gli ambienti naturali.
  • Specie esotiche invasive- Esse talvolta chiamate “aliene”, sono piante, animali e altri organismi introdotti dall’uomo, accidentalmente o volontariamente, al di fuori della loro area di origine. Attualmente si stima che siano ben 12.000 le specie aliene introdotte in Europa con un incremento vertiginoso negli ultimi 30 anni. Le specie aliene sono considerate una delle minacce mondiali per la biodiversità.

Secondo Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente: Il declino della biodiversità è uno dei maggiori problemi ambientali che l’umanità si trova ad affrontare. Malgrado ciò, la portata e la gravità delle sue conseguenze non sono ancora percepite dal grande pubblico e dalla gran parte dei decisori politici.

Quanto è avvenuto con il Covid-19 dovrebbe spingerci a una riflessione globale sull’urgenza di tutelare gli ecosistemi.

Scritto da AC

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