Come ghiaccio al sole…

I ghiacciai della Groenlandia si stanno sciogliendo ad un ritmo spaventosamente rapido. E’ quanto emerge da una ricerca pubblicata sulla rivista Nature.

In una visione ottimistica, se si riuscissero a rispettare gli obiettivi dell’Accordo di Parigi, il mare si alzerebbe comunque di 2,5 metri rispetto i livelli attuali a causa dello scioglimento dei ghiacci.

Nel tempo finiranno allagate metropoli enormi come New York, Tokyo e Londra.

Si calcola che la Groenlandia, da sola, è composta da così tanta acqua ghiacciata che se si sciogliesse tutta, aumenterebbe il livello del mare fino a 6-7 metri in tutto il mondo.

Perché si sta sciogliendo?

Questo fenomeno è causato dalle temperature straordinariamente elevate che hanno interessato le regioni artiche negli ultimi anni, ma non solo.

La principale causa della fusione da record, secondo i ricercatori, è stata una vasta e persistente area di alta pressione sulla regione.

La fusione dei ghiacci è legata ad una serie di fattori, tra cui la quantità di neve caduta, la capacità di riflettere la luce solare e la nuvolosità. Questi fattori sono stati influenzati dalla persistente zona di alta pressione, che ha provocato cielo sereno, temperature elevate, mancanza di nevicate nella parte meridionale dell’isola e lo spostamento dell’aria umida verso le aree settentrionali della calotta glaciale.

La prolungata assenza di nuvole nella parte meridionale dell’isola ha fatto sì che una maggiore quantità di luce solare venisse assorbita dai ghiacci, accelerandone la fusione.

La mancanza di nuvole ha anche implicato un drastico calo delle precipitazioni nevose, privando la calotta glaciale di circa 50 miliardi di tonnellate di neve. L’assenza di neve ha inoltre esposto alla radiazione solare il ghiaccio più scuro, che riflette meno luce rispetto ad una superficie chiara, come la neve fresca, comportando dunque una maggiore fusione.

Secondo gli esperti, questa ondata di calore è un evento meteo, certamente raro, ma non senza precedenti: l’ultima si verificò nel 2012 quando andò persa la stessa quantità di ghiaccio.

Tuttavia il perdurare, per molti mesi, di temperature oltre la media, dopo un inverno secco con poche nevicate, ha lasciato i ghiacci “scoperti” ed esposti al calore.

Nella sola Groenlandia, l’anno scorso si sono sciolti 600 miliardi di tonnellate di ghiaccio che hanno provocato un innalzamento del livello globale dei mari stimato tra 1,5 millimetri e 2,2 millimetri in appena due mesi.

La situazione non è migliore in Antartide (polo sud), dove ghiacciai vecchi di 34 milioni di anni si stanno sfaldando velocemente, provocando la creazione di estese isole di ghiaccio che si perdono in mare aperto, aumentandone il livello.

Inoltre le enormi quantità di acqua dolce che si riversano nei mari alterano la salinità degli oceani, modificando gli ecosistemi.

Anche se non si può influire in maniera significativa sulla tendenza di regressione dei ghiacci, abbiamo ora la possibilità di diminuire l’inquinamento, riducendo le emissioni di gas serra determinati da petrolio e metano. La scomparsa dei ghiacci avviene su un arco temporale molto lungo, ma la quantità di CO2 necessaria per far sì che avvenga questo, potrebbe essere raggiunta già nel prossimo futuro.

Scritto da AC

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