Target: Libia

Noi di Voci in Transito ci dissociamo e contestiamo il discorso di ieri (6 aprile 2021), del neo-Presidente del Consiglio tenutosi durante il viaggio ufficiale in Libia.

Dal Presidente del Consiglio di un paese europeo in visita ci si aspettano parole di dura condanna in merito alla condizione di detenzione nei campi di prigionia e alla negazione dei diritti umani nella gestione dei flussi migratori in Libia certificata dall’ONU e dalle altre agenzie internazionali presenti.

Non si può e non si deve esprimere soddisfazione per la vergognosa gestione libica dei flussi migratori, non si può e non si deve usare il termine “salvataggi in mare” quando questi non conducono a un porto sicuro di sbarco, ma a campi di concentramento, torture e privazioni.

Non si può e non si deve essere complici dei carnefici libici, per poi pulirci la coscienza con un Giorno della Memoria come è successo in passato.

Si agisca ORA e ADESSO per fermare la strage nel Mediterraneo.

Abbiamo il dovere di non dimenticare che i governi italiani che si sono succeduti negli ultimi anni, hanno sempre attuato e/o facilitato accordi commerciali politici e militari con un Governo ufficiale che non ha mai avuto un effettivo controllo del Paese. Con questi patti, Noi italiani abbiamo la responsabilità intrinseca di aver favorito l’innalzamento di un muro, fatto di acqua.

Scriviamo insieme la Storia fatta di vittime innocenti e sangue e ce ne accorgeremo solo quando il mare si tingerà di rosso.

I volontari di Voci in Transito

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