Una Storia che si ripete

Come Voci in Transito esprimiamo profondo cordoglio e tristezza per quello che sta avvenendo in questi giorni tra Israele e Palestina,

ricordando che al momento attuale uno stato cosiddetto democratico sta compiendo in maniera intenzionale crimini contro l’umanità, bombardando qualsiasi cosa in movimento nella Striscia di Gaza, per non parlare delle violenze nelle strade di diverse città e nei siti religiosi di Gerusalemme.

Questo nuovo massacro (che si verifica ogni due-tre anni dal 2018 in poi) è l’ennesima prova di forza su un popolo stremato da persecuzioni, espropri di terra, abitazioni e luoghi sacri.

Ogni azione israeliana è da considerarsi illegittima sia dal punto di vista internazionale (con la violazione degli Accordi di Oslo) sia per la disparità di mezzi e armamenti che distingue le due forze in gioco e, ancora più importante, il fatto che vengono colpiti deliberatamente i civili.

Ogni bambino ucciso rimarrà scolpito nel cuore di quelli che rimarranno vivi e che dovranno convivere con il dolore perenne della perdita, per mano di un cancro che lascia per strada intere famiglie, impone una targa della macchina di un altro colore e nei campi traccia gli ulivi di notte per farli tagliare il giorno dopo.

La Storia ricorderà tutto questo e ricorderà la sfilata delle nostre più alte cariche dello Stato alla manifestazione pro-Israele avvenuta a Roma il 12 maggio scorso.

Dove forse si considera priorità i due accordi di cooperazione militare siglati dall’Italia con Israele l’anno scorso, sullo scambio di missili ed elicotteri, piuttosto che la vita degli abitanti di Gaza.

Anche noi un giorno dovremmo fare i conti con la certezza di essere stati complici, e stretto patti con un paese carnefice, capace di crudeltà estreme e bombardamenti con missili al fosforo bianco (Gaza 2008) su ospedali e asili.

Lanciamo oggi un appello alla solidarietà nei confronti del Popolo Palestinese che subisce da decenni queste ingiustizie, e un vero e proprio processo di pulizia etnica con una voce della comunità internazionale troppo fioca, troppo debole perché ci possano essere dei cambiamenti concreti.

I volontari di Voci in Transito

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