Allarme Rosso

Siamo sotto assedio: in tutto il Pianeta i cambiamenti climatici stanno innescando anomali eventi meteo, con tempeste, grandine, uragani, neve fuori stagione. Le cronache riportano un caos meteo che preoccupa molto.

La realtà è sotto gli occhi di tutti, in tutto il mondo, come sta succedendo in Canada e in Usa, con temperature che sono arrivate a toccare i 46,6 gradi. Stessa cosa anche dall’altra parte del Paese, in particolare a Portland, nell’Oregon, dove il caldo ha fatto fondere i cavi elettrici e le autorità sono state costrette a sospendere il servizio di metropolitana leggera. A Seattle, nello stato di Washington, il caldo ha reso impossibile la circolazione delle auto perché l’asfalto si è “sciolto”. Oltre ai danni materiali alle cose, questo caldo prolungato estremo ha fatto centinaia di vittime.

Gli scienziati che si occupano del fenomeno sono certi che questo calore e queste temperature siano le conseguenze derivate dalla combustione di carbone, petrolio e gas naturali che vengono rilasciati in atmosfera e favoriscono “l’effetto serra”.

Non vi è alcun dubbio che la temperatura media globale sia aumentata, la Terra va a fuoco a causa nostra e del nostro inquinamento.

Le temperature si sono alzate moltissimo anche in Italia, ma non uniformemente, e peraltro in alcune località la salita dei termometri è quasi inspiegabile.

Stesso discorso vale in Europa: a giugno si sono registrate temperature fuori dalla norma in tutta l’Europa continentale, al Nord un’ondata di caldo sta colpendo l’Artico e la Scandinavia, battendo numerosi record di temperatura.

Le ripercussioni del caldo estremo sono tantissime: ad esempio, rappresentano un grosso problema gli incendi. La stagione degli incendi nell’emisfero settentrionale si sta diffondendo, con un grande e crescente numero di fuochi intensi, anche attraverso la Russia nord-orientale e la Siberia, come è successo l’anno scorso.

In Italia, le foreste, rese sempre più asciutte dagli eventi di siccità estrema, potrebbero trasformarsi in combustibile per gli incendi stagionali,come già accade in Australia o in California: la stagione degli incendi potrebbe prolungarsi, o potrebbe spostarsi l’altitudine a cui questi eventi si verificano. Al pari degli incendi più frequenti, un altro fenomeno che dovrebbe molto preoccupare noi italiani è la diminuzione delle piogge.

Meno piogge significa carenza d’acqua per piante, animali e agricoltura. Per esempio, nella zona emiliano romagnola, secondo i dati dell’Associazione nazionale dei consorzi per la gestione e la tutela del territorio e delle acque irrigue (ANBI), nel comprensorio dell’Emilia centro orientale la quantità di precipitazioni, caduta dall’inizio dell’anno sino a maggio, è la più bassa dagli anni ’50. All’ANBI sottolineano che è un record negativo, perfino se comparato alle medie di Israele, uno dei Paesi più siccitosi in assoluto a cui spesso si fa riferimento.

Per questo, l’attività del Canale Emiliano Romagnolo è iniziata con largo anticipo: già da fine febbraio per salvare i trapianti di bietola da seme che rischiavano di essere compromessi irrimediabilmente per la mancanza d’acqua; sempre in febbraio hanno rischiato di soccombere alla siccità anche le produzioni precoci di colture da foglia come gli spinaci. L’appassimento di centinaia di ettari è stato evitato mediante consistenti prelievi idrici dal fiume Po e la loro immediata distribuzione alle aziende agricole. Oltre a questo, va considerato che l’acqua prelevata dal fiume Po si è resa indispensabile per alimentare, come di consueto, anche 3 potabilizzatori romagnoli e l’intero complesso petrolchimico di Ravenna. La pioggia è mancata anche a marzo, aprile e maggio, costringendo le aziende agricole ad irrigare anticipatamente tutte le colture erbacee.

E’ di pochi giorni fa la notizia diffusa da Coldiretti che dall’elaborazione dei dati Copernicus relativi al mese di giugno 2021, l’estate di quest’anno si classifica fino ad ora, dal punto di vista climatologico, come la seconda più calda in Europa ed al quarto posto a livello mondiale, con una temperatura superiore di 1,5 gradi alla media storica.

Stiamo letteralmente andando a fuoco e la politica è sempre più lenta rispetto ai cambiamenti climatici epocali che stanno avvenendo in tutto il mondo.

Se non si agisce ora saremo presto catapultati in un mondo carente d’acqua, con ondate migratorie dal Sud del mondo senza precedenti, nuove pandemie, conflittualità sociali e instabilità politica. Non affrontare tutto questo sarebbe irresponsabile e controproducente.

Scritto da AC

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