Un voto immorale

Lo scorso 15 luglio l’Aula della Camera ha dato il via libera alla risoluzione di maggioranza con la quale vengono autorizzate e prorogate le missioni internazionali 2021.

I sì sono stati 438, con 2 no e 2 astenuti. E’ stata approvata anche la parte della risoluzione sulle missioni internazionali che riguarda “l’assistenza nei confronti delle Istituzioni libiche preposte al controllo dei confini marittimi” con 361 voti a favore, 34 no e 22 astenuti.

Tutto questo nonostante una quarantina di deputati avesse votato una mozione per chiedere di non rifinanziare i militari che in Libia sono responsabili di colpire e tenere prigionieri i migranti.

Altri venti onorevoli si erano astenuti su questa richiesta, bocciata però dal governo Draghi con circa trecentocinquanta no.

Per cui anche quest’anno abbiamo, nei fatti, abbiamo rifinanziato una collaborazione con un governo fantoccio, che detestiamo, ma che fa comodo per tenere lontani i poveri dalla sfera di cristallo del nostro benessere.

Oltre alla Libia sono state confermate le spese per 40 missioni militari all’estero, molte delle quali senza il mandato ONU: secondo le leggi internazionali sono conflitti illegittimi, guidati dalla mania di imperialismo dei paesi padroni del mondo. E noi ci siamo sempre accodati al bullo della classe, quello che le dà, a forza di contratti milionari con i produttori di armi.

Grazie ai voti dei nostri governi, in passato, ci siamo macchiati le mani del sangue di Iracheni e Afghani quando abbiamo deciso di seguire quello forte, che doveva buttare giù il Governo Di Saddam Hussein per le armi nucleari che non sono state trovate, giusto per fare un esempio del lontano 2003.

E ricorderemo questo 15 Luglio 2021 come un altro giorno in cui il nostro Governo, senza differenze tra destra e sinistra, ha scelto deliberatamente di continuare a schierarsi dalla parte sbagliata della Storia.

Grazie ai nostri politici rimaniamo complici di un genocidio, nell’indifferenza generale. Tra 20, 30 anni, ci si chiederà come è stato possibile che tra il 2014 e il 2019 siano morte 15.000 persone in mare e altrettante siano rinchiuse in centri di detenzione in condizioni disumane.

Chi avrà una spiegazione per tutto questo?

Per esprimere dissenso da queste decisioni bisognerebbe protestare, scendere in piazza, fare casino, con striscioni e fumogeni, ma questa non è una partita di calcio.

Scritto da AC

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