Il buio sul Libano

Ci uniamo all’appello fatto dal segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, che ha espresso la sua “profonda preoccupazione” per il rapido deterioramento della situazione socioeconomica in Libano.

Il popolo Libanese sta lottando ogni giorno con l’iperinflazione, la grave carenza di carburante, elettricità, medicine e persino l’accesso all’acqua pulita.

Il Segretario Guterres ha “invitato tutti i leader politici libanesi a formare con urgenza un governo efficace di unità nazionale che possa portare sollievo immediato, giustizia e responsabilità al popolo, guidare un corso ambizioso e significativo di riforme per ripristinare l’accesso ai servizi di base, la stabilità, promuovere lo sviluppo sostenibile e ispirare la speranza per un futuro migliore”. (ANSA).

Il Libano ancora una volta sta affrontando un lento e inesorabile declino; tra proteste soffocate nella violenza, instabilità politica ed economia in crollo. Circa il 60 per cento dei libanesi vive oggi in povertà avvicinando così il Libano alla media del mondo arabo.

Mentre in passato era considerato la Svizzera del Medio Oriente, oggi soffre di infrastrutture decadenti e istituzioni di pessima qualità.

La situazione è peggiorata dalla fine del 2019, a causa di una pesantissima crisi economica che continua ad alimentare la rabbia verso una classe politica considerata incompetente e corrotta.

C’è un rimpallo di responsabilità, tra le più alte cariche dello stato, non ci addentreremo nelle questioni politiche in questa sede, basti solo dire che chi ne fa le spese sono sempre e comunque i cittadini libanesi che non hanno a disposizione i servizi primari che ogni Stato dovrebbe garantire.

Questa crisi sistemica colpisce una popolazione ancora martoriata dalla terribile esplosione del 4 agosto 2020 nel porto di Beirut in cui sono morte più di 200 persone. Le indagini sui responsabili sono ostacolate dai dirigenti dello Stato libanese (agenti della sicurezza, magistratura, Parlamento).

I problemi sono molteplici e lo stallo politico va avanti da poco meno di un anno, l’intervento dei francesi non ha aiutato a sbloccare la situazione.

Mi chiedo come fanno i libanesi a sopportare tutto questo?

Scendono in piazza, protestano violentemente e hanno attuato azioni di mutuo soccorso per la condivisione di cibo, acqua, medicine, elettricità, benzina.

Guterres esprime preoccupazione e forse la comunità internazionale dovrebbe fare pressioni sui leader dei diversi partiti, per formare un nuovo Governo che dia risposte concrete ai bisogni del Paese.

Come Voci in Transito siamo vicini al popolo Libanese.

Scritto da AC

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