Alternativa non razionale

Noi come Voci in Transito ci dissociamo completamente dalle affermazioni del Ministro Cingolani sulla lontana e recondita possibilità di un ritorno all’energia nucleare in Italia.

L’energia nucleare è pericolosa, è costosa ed è dannosa a causa delle scorie che non si sa dove mettere per lo smaltimento.

Pochi giorni fa il Ministro della Transizione Ecologica ha aperto alla possibilità di utilizzare il nucleare di nuova generazione (quarta generazione): si tratta di piccoli reattori avanzati a fissione, che non producono scorie radioattive ed eliminano in parte l’errore umano non avendo meccanismi manuali. In giro per il mondo si stanno costruendo delle centrali di questo nuovo tipo.

Addirittura Conte si è dovuto scomodare per incontrare Cingolani il 14 settembre scorso, per ribadire che l’Italia ha detto no al nucleare né per uso civile né per quello militare. Né ora né mai.

Anche noi restiamo fermamente convinti di questa idea.

Affidarsi a tecnologie non ancora del tutto ultimate e funzionanti, senza un calcolo preciso dell’impatto ambientale, è da irresponsabili.

Come da irresponsabili è affermare che gli ambientalisti siano dei radical chic peggiori della crisi climatica.

Un ministro che dice queste cose, si dovrebbe dimettere dall’importante incarico che ricopre.

Consideriamo fondamentale una transizione energetica, certo, ma si vede necessario spingere di più su eolico e fotovoltaico.

Al giorno d’oggi abbiamo bisogno di diminuire drasticamente l’impiego delle energie fossili e dipendere meno dal Gas proveniente dalla Russia e paesi limitrofi.

Al giorno d’oggi c’è bisogno di un politico serio al posto di Cingolani. Come dice lui, la conversione sarà un processo difficile ma tutti devono essere coinvolti e soprattutto, aggiungiamo, ci deve essere la ferma convinzione che anche le classi benestanti di questo paese dovranno adeguarsi ad un cambio di stile di vita, meno inquinante e meno distruttivo per il pianeta.

Le affermazioni di Cingolani, rilasciate in diverse interviste ad alcune testate nazionali, risultano ambigue su diversi fronti. Quando Cingolani ha detto che la transizione ecologica potrebbe essere un bagno di sangue probabilmente ha detto la verità, ma che sia bagno di sangue per tutti, compresi i “Briatore” di turno e gli industriali che vengono sempre apprezzati e ammirati dalla classe politica italiana.

Per diminuire le emissioni sarà (già ora lo è) necessario privarci dello stile di vita che abbiamo avuto finora, che noi in Occidente consideriamo standard.

Questo è il concetto di cui tutti sono consapevoli ma che nessun politico afferma per mantenere il consenso degli elettori.

Siamo nell’epoca in cui è necessario fare scelte impopolari anche se queste sfociano in dissenso generalizzato nel Paese. Siamo nell’epoca in cui i politici non possono più permettersi di pensare al proprio tornaconto per farsi eleggere a tutti i costi, perché tocchiamo con mano una crisi climatica epocale che avanza inesorabile soprattutto nel Mediterraneo, e che, se non cambiamo radicalmente il sistema economico e non solo, ci porterà a vivere in un mondo inabitabile.

Scritto da AC

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