Space Cowboys

Poco tempo fa si è celebrata in Italia la Giornata dello Spazio, per ricordare che il 15 dicembre 1964 l’Italia debuttava con il lancio del satellite San Marco 1 per studi sulla densità dell’aria: diventava così uno tra i primi Stati al mondo ad avere la capacità scientifica e tecnologica per mettere in orbita un satellite.

Per questo evento il 16 dicembre si celebra la Giornata Nazionale dello Spazio, proposta dal Ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale, con l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini, di interessarli alle attività che riguardano questo ambito.

Non c’è dubbio alcuno che la scienza e la tecnologia applicate alla ricerca spaziale

apportino un notevole contributo nel migliorare la condizione umana, e a ottenere importanti risultati in termini di monitoraggio e osservazione dei cambiamenti climatici sulla Terra.

Ora però, contemporaneamente alla ricerca scientifica del settore aerospaziale orientata al lancio di satelliti utili per le funzioni di cui sopra, si sta facendo strada anche il turismo spaziale: si tratta di una recente forma di turismo che ha luogo nello spazio.

Pur essendo un fenomeno ancora agli albori, ci sono già stati dei casi isolati di viaggi spaziali a scopo di intrattenimento, finanziati dagli stessi privati al costo di svariati milioni di dollari.

Tra i fan più sfegatati e più noti dell’idea di mandare nello spazio persone non professioniste, troviamo Richard Brenson Fondatore della Virgin, Jeff Bezos Presidente di Amazon e Elon Musk l’uomo più ricco del mondo nel 2021.

Ora sorge una domanda o più domande ovvie, del tipo: che Mondo vogliono lasciare questi uomini che con le loro aziende inquinano e usurpano il Pianeta come nessuno ha mai fatto prima?

Perché investire miliardi di dollari nello Spazio quando c’è una Terra da salvare? Forse costoro conoscono già le risposte. C’è l’intrinseca consapevolezza che ormai il nostro Pianeta è spacciato, e quindi tanto vale puntare su ciò che c’è lassù solo per crearsi una seconda possibilità e la seconda possibilità è riservata a chi se la può permettere economicamente.

Tutti gli altri subiranno increduli lo scioglimento completo della Groenlandia, temperature altissime, inondazioni e ogni genere di cataclisma e questa volta l’Arca di Noè ospiterà più o meno 70 persone su quasi 10 miliardi di abitanti.

La domanda fondamentale è: vogliamo davvero che vada a finire così?

Scritto da Marilyn Nelson

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